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Un día con Fidel (entrevista-documental de 1987,muy recomendable)

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Mensaje por Granma Jue Ene 05, 2012 3:34 pm

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Un día con Fidel es un documental sobre la Revolución cubana que gira en torno a una entrevista personal al Comandante Fidel Castro realizada por el periodista italiano Gianni Minà. La entrevista tuvo lugar el día 27 de junio de 1987, y junto con la mirada en perspectiva del autor, constituye un documento audiovisual capaz de situarnos en el contexto histórico de los acontecimientos políticos de aquella época.

En el documental podemos ver a un rejuvenecido Fidel Castro haciendo balance de una Revolución triunfante y orgullosa, anterior al periodo especial, a la vez que describe a los personajes políticos con los que tuvo relación.

Relata además algunos de los episodios clave que pueden verse reflejados en la actualidad, como por ejemplo la estrategia de ataque a Cuba con la excusa de los Derechos Humanos, puesta en marcha por el más reaccionario e inmoral de los presidentes del imperio, Ronald Reagan.
Es expuesto también el paradigmático caso de Armando Valladares; el policía batistiano que pasó de manejar explosivos y bombas incendiarias contra los civiles de la Habana a embajador de los Estados Unidos en la Comisión de Derechos Humanos de la ONU a nombre de los EEUU y la CIA.


Lo cierto es que en la historia de la Revolución cubana no hay ni un solo caso documentado de tortura, ni un solo caso de manifestaciones reprimidas con gases, ni balas de goma o con perros, como vemos casi a diario en las democracias capitalistas. Ni un solo periodista aseinado, ni un solo asesinato político, ni una sola desaparición. Nunca se maltrató a un prisionero, ni siquiera en tiempo de guerra. Jamás.

En la parte final es analizada en profundidad la que se conoce como la primera gran derrota del imperialismo, antes de Vietnam, en sus aspectos políticos y militares, además de hacer un somero análisis de la personalidad de los lídres de la URSS y de la crisis de los misiles.

“El capitalismo es una selva. Es el hombre enemigo del hombre, el hombre saqueando al hombre, el hombre contra el hombre. Y algún día el hombre tiene que vivir como una familia. Algún día el hombre tiene que vivir como hermano. Y sólo un régimen social diferente –y no este– un régimen superior a este puede dar lugar a que la humanidad sea alguna vez una sola familia.”

SE PUEDE VER ESTE MÁS QUE RECOMENDABLE DOCUMENTAL ONLINE O BIEN DESCARGARSE EN EL SIGUIENTE ENLACE:

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Mensaje por Granma Jue Sep 13, 2012 12:31 am

Lo dejo también para ver en Youtube.

stefanos666
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Mensaje por stefanos666 Vie Sep 28, 2012 5:59 am

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Gianni Minà
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Gianni Minà al Giffoni Film Festival nel 2010

Gianni Minà (Torino, 17 maggio 1938) è un giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano.

Ha collaborato con quotidiani e settimanali italiani e stranieri, ha realizzato centinaia di reportage per la Rai, ha ideato e presentato programmi televisivi (prettamente rotocalchi televisivi), girato film documentari su Che Guevara, Muhammad Ali, Fidel Castro, Rigoberta Menchú, Silvia Baraldini, il subcomandante Marcos, Diego Maradona.

Minà è editore e direttore della rivista letteraria Latinoamerica e tutti i sud del mondo, nonché direttore della collana di Sperling & Kupfer Continente desaparecido, dedicata a realtà e autori latinoamericani. Ha pubblicato numerosi libri sull'America Latina.

Nel 2003 è stato eletto nell'assemblea della SIAE e ha fatto parte del comitato che ha ideato e realizzato Vivaverdi, la rivista degli autori italiani.

Nel 2007 ha ricevuto[1] il Premio Kamera della Berlinale per la carriera, il più prestigioso premio al mondo per documentaristi
Indice

1 Biografia
2 Riconoscimenti
3 Opere
4 Note
5 Collegamenti esterni

Biografia

Nato a Torino, iniziò la carriera giornalistica nel 1959 a Tuttosport, di cui fu poi direttore dal 1996 al 1998. Nel 1960 ha esordito alla RAI come collaboratore dei servizi sportivi per le Olimpiadi di Roma.

Nel 1965, dopo aver esordito al rotocalco televisivo di genere sportivo Sprint diretto da Maurizio Barendson, realizzò reportage e documentari per rubriche come Tv7, AZ, un fatto come e perché, i Servizi speciali del TG, Dribbling, Odeon. Tutto quanto fa spettacolo, Gulliver.

Seguì otto mondiali di calcio e sette olimpiadi oltre a decine di campionati mondiali di pugilato, fra cui quelli dell'epoca di Muhammad Ali. Realizzò una Storia del Jazz in quattro puntate, programmi sulla musica popolare centro e sudamericana, una storia sociologica e tecnica della boxe in 14 puntate intitolata Facce piene di pugni.

È stato fra i fondatori de L'altra domenica con Maurizio Barendson e Renzo Arbore. Nel 1976, dopo 17 anni di precariato, fu assunto al Tg2 diretto da Andrea Barbato e incominciò a raccontare la grande boxe e l'America dello show-business, ma anche i conflitti sociali delle minoranze. Iniziarono in quegli anni anche i reportage dall'America Latina che hanno caratterizzato la sua carriera.

Nel 1981 il Presidente Sandro Pertini gli consegnò il Premio Saint Vincent come miglior giornalista televisivo dell'anno. Nello stesso periodo, dopo aver collaborato a due cicli di Mixer di Giovanni Minoli, esordì come autore e conduttore di Blitz, un programma innovativo di Rai 2 che occupava tutta la domenica pomeriggio e nel quale intervennero Federico Fellini, Eduardo De Filippo, Muhammad Ali, Robert De Niro, Jane Fonda, Gabriel Garcia Marquez, Enzo Ferrari, Léo Ferré.

Nel 1987 intervistò una prima volta per 16 ore il presidente cubano Fidel Castro in un documentario diventato storico e dal quale è stato tratto un libro pubblicato in tutto il mondo. Dallo stesso incontro è stato tratto Fidel racconta il Che, un reportage nel quale il leader cubano per la prima ed unica volta racconta l'epopea di Ernesto Guevara. Nel 1990, dopo il tramonto del comunismo, fu ripetuta l'intervista. I due incontri sono riuniti nel libro Fidel. Il prologo alla prima intervista con Fidel Castro è stato scritto da Gabriel Garcia Marquez. Il prologo alla seconda, dallo scrittore brasiliano Jorge Amado.

Nel 1991 realizzò il programma Alta Classe, una serie di profili di grandi artisti come Ray Charles, Pino Daniele, Massimo Troisi, Chico Buarque de Hollanda e altri; presentò La Domenica Sportiva, ideò il programma di approfondimento Zona Cesarini. Tra gli altri programmi realizzati: Un mondo nel pallone, Ieri, oggi… domani? con Simona Marchini ed Enrico Vaime e due edizioni di Te voglio bene assaje lo show ideato da Lucio Dalla e dedicato un anno alle canzoni di Antonello Venditti, e l'altro di Zucchero.

Fra i documentari di maggior successo, alcuni di carattere sportivo su Nereo Rocco, Diego Maradona e Michel Platini, Ronaldo, Carlos Monzon, Edwin Moses, Pietro Mennea e Cassius Clay-Muhammad Ali, che Minà seguì in tutta la sua carriera e al quale ha dedicato un lungometraggio intitolato Cassius Clay, una storia americana.

Nel 1992 iniziò un ciclo di opere rivolte al continente latinoamericano:

Storia di Rigoberta sul Nobel per la pace Rigoberta Menchù (premiato a Vienna in occasione del summit per i diritti umani organizzato dall'ONU),
Immagini dal Chiapas (Marcos e l'insurrezione zapatista) presentato al Festival di Venezia del 1996,
Marcos: aquì estamos (un reportage in due puntate sulla marcia degli indigeni Maya dal Chiapas a Città del Messico con un'intervista esclusiva al Subcomandante realizzata insieme allo scrittore Manuel Vazquez Montalban) e
Il Che trent'anni dopo ispirato alla vicenda umana e politica di Ernesto Che Guevara.

Nel 2001 Minà realizzò Maradona: non sarò mai un uomo comune un reportage-confessione di 70 minuti con Diego Maradona alla fine dell'anno più sofferto per la vita dell'ex calciatore.

Nel 2004 realizzò un progetto inseguito per undici anni e basato sui diari giovanili di Ernesto Guevara e del suo amico Alberto Granado quando, nel 1952, attraversarono in motocicletta l'America Latina, partendo dall'Argentina e proseguendo per il sud del Cile, il deserto di Atacama, le miniere di Chuquicamata, l'Amazzonia peruviana, la Colombia e il Venezuela. Dopo aver collaborato alla costruzione del film tratto da questa avventura e intitolato I diari della motocicletta diretto da Walter Salles e prodotto da Robert Redford e Michael Nozik, realizzò il lungometraggio In viaggio con Che Guevara, ripercorrendo con l'ottantenne Alberto Granado quell'avventura mitica. L'opera invitata al Sundance Festival, alla Berlinale e ai Festival di Annecy, di Morelia (Messico), di Valladolid e di Belgrado, ha vinto il Festival di Montreal e in Italia il Nastro d'Argento, il premio della critica.

Collaboratore per anni di la Repubblica, l'Unità, Corriere della Sera e il Manifesto, realizzò dal 1996 al 1998 il programma televisivo Storie (dove intervennero tra gli altri il Dalai Lama, Luis Sepulveda, Martin Scorsese, Naomi Campbell, John John Kennedy, Pietro Ingrao) e dal quale sono stati tratti due libri.

Un suo saggio Continente desaparecido, realizzato con interviste a Gabriel Garcia Marquez, Jorge Amado, Eduardo Galeano, Rigoberta Menchù, mons. Samuel Ruiz, Frei Betto e Pombo e Urbano, compagni sopravvissuti a Che Guevara in Bolivia ha dato il titolo a una collana di saggi sull'America Latina edita dalla Sperling & Kupfer.

Nel 2003 Minà scrisse Un mondo migliore è possibile, un saggio sulle idee del Forum sociale mondiale di Porto Alegre che è stato tradotto in lingua spagnola, portoghese e francese. Nel 2005 è uscito Il continente desaparecido è ricomparso, dove questo nuovo vento politico è interpretato da Eduardo Galeano, Fernando Solanas, Hugo Chávez, presidente del Venezuela, Gilberto Gil, cantautore e ministro della Cultura del Brasile e dagli scrittori Arundati Roy, Tarik Ali, Luis Sepulveda, Paco Taibo II e dai teologi Leonardo Boff e Francois Houtart.

Il suo ultimo lavoro editoriale, edito sempre dalla Sperling & Kupfer, si intitola Politicamente scorretto, un giornalista fuori dal coro, è la raccolta di suoi articoli (pubblicati su la Repubblica, l'Unità, il manifesto, Latinoamerica) e costituiscono un autentico esercizio di controinformazione sugli avvenimenti più diversi e controversi del nostro tempo. Attualmente il giornalista edita e dirige la rivista letteraria Latinoamerica e tutti i sud del mondo ([Tienes que estar registrado y conectado para ver este vínculo] un trimestrale di geopolitica dove scrivono gli intellettuali più prestigiosi del continente americano.

Nel 2007 Minà con Loredana Macchietti per la GME Produzioni S.r.l., Rai Trade e la Gazzetta dello Sport, ha editato Maradona, non sarò mai un uomo comune, la storia del mitico calciatore argentino in 10 DVD. L'opera, con 1.200.000 copie vendute si è rivelata record di vendite negli ultimi dieci anni. Nel 2008 è andato in onda su Rai 3 Le stagioni di Blitz, un programma in 10 puntate, rivisitazione del programma di Minà Blitz della stagione televisiva 1983-85.
Riconoscimenti

Nel 1981 il Presidente Pertini gli consegnò il Premio Saint Vincent come miglior giornalista televisivo dell'anno.

Nel 2004 ha vinto, per il film documentario In viaggio con il Che, il primo premio nel settore documentari al Festival di Montreal e il Nastro d'Argento in Italia. Nello stesso anno gli sono stati assegnati il Premio Flaiano e il Premio Vittorini per il giornalismo televisivo.

Nel 2007 ha vinto, per la collezione di documentari Cuban Memories il premio Berlinale Kamera alla carriera al Festival di Berlino e il premio alla carriera al festival di Siviglia

Nel 2010 al Giffoni Film Festival gli è stato conferito da Giovanna Mezzogiorno, il "Premio Speciale Vittorio Mezzogiorno".

Nel 2012, il 15 luglio, gli è stato conferito il "Premio Trabucchi d'Illasi alla Passione Civile", 6ª edizione. *Sito del Premio Trabucchi
Opere

Il racconto di Fidel, Milano, Mondadori, 1988. ISBN 88-04-30887-7
Fidel, Milano, Sperling & Kupfer, 1991. ISBN 88-200-1154-9
Fidel. Presente e futuro di una ideologia in crisi analizzati da un leader storico, Roma, l'Unità, 1994.
Un continente desaparecido, Milano, Sperling & Kupfer, 1995. ISBN 88-200-1783-0
Fidel Castro. La sua vita, la sua avventura in due interviste storiche, Milano, Sperling & Kupfer, 1996. ISBN 88-200-2267-2
Marcos e l'insurrezione zapatista, con Jaime Avilés, Milano, Sperling & Kupfer, 1997. ISBN 88-200-2504-3
Storie, Milano, Sperling & Kupfer-Roma, RAI-ERI, 1997. ISBN 88-200-2380-6
Il papa e Fidel, Milano, Sperling & Kupfer, 1998. ISBN 88-200-2696-1
Storie e miti dei Mondiali, con Darwin Pastorin, Modena, Panini, 1998. ISBN 88-7686-951-4
Testimoni del tempo, Milano, Sperling & Kupfer-Roma, RAI-ERI, 1999. ISBN 88-200-2709-7
Un mondo migliore è possibile, Milano, Sperling & Kupfer, 2002. ISBN 88-200-3391-7
Il continente desaparecido è ricomparso, Milano, Sperling & Kupfer, 2005. ISBN 88-200-3554-5
Politicamente scorretto. Riflessioni di un giornalista fuori dal coro, Milano, Sperling & Kupfer, 2007. ISBN 978-88-2004-203-5
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Mensaje por stygma Sáb Jun 29, 2013 6:01 pm

Ya que han borrado el otro enlace, paso este nuevo:


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